Mnemosyne: when the museum watches and understands you.

In the Bargello Museum, precisely in the Donatello’s Hall, an innovative technological system that enables to “follow” the visitors and understand their preferences.

Pine and Gilmore, in their book “The experience economy”, spoke about “transparent customization” referring to the process in which a company seeks to learn from the customer concealing its presence, so as to increase the surprise and decrease the sacrifice of the customer.

The sharpest problem in cultural fruition is in fact on the one hand the information overload, which can lead to make a visit in some cases tiring, on the other hand the inconvenience of other devices such as smartphones and audio guides.

How to act to decrease the sacrifice of the user and at the same to effectively customize the museum informations?

The Bargello Museum, thanks to the project conducted by the University of Florence with the Centre for Communication and Media Integration and Thales Italy SpA, has sought to develop a technologically innovative system to “observe” the user silently through the cameras.

The software called “Mnemosyne” is able to identify each visitor through the characteristics related to its appearance (color of clothes etc., no facial features or other attributes that would violate privacy) noticing the path and measuring the time spent in front of each work.

At the end of the visit the user will find an interactive screen that will deepen the information of the works that most interested him. The software also suggests connections with other works in the city of Florence.

“Mnemosyne” is definitely a less invasive way to personalize information, but is likely simply to privilege works aesthetically more beautiful or more known to the detriment of the reconstruction of a more detailed history of the museum collection.

Once again, however, is Tuscany to test new ways and to open new avenues towards a personalized kind of fruition through advanced technological systems.

 

Mnemosyne: quando il museo ti osserva e ti capisce.

 

Al Museo del Bargello, nella Sala di Donatello, è stato inaugurato un innovativo sistema tecnologico che permette di “seguire” il visitatore e capirne le preferenze.

 

Pine e Gilmore, nel loro libro “The experience economy”, parlavano di personalizzazione trasparente riferendosi al processo secondo il quale un’azienda cerca di apprendere dal cliente dissimulando la propria presenza, in maniera tale da aumentare la sorpresa e diminuire il sacrificio del cliente stesso.

 

Il problema più spigoloso della fruizione culturale è infatti da una parte il sovraccarico di informazioni, le quali possono portare a rendere una visita in certi casi stancante, dall’altra la scomodità di devices quali audioguide e smartphone.

 

Come agire dunque per dimunire il sacrificio del fruitore e nello stesso per personalizzare in maniera efficace l’informazione museale?

 

Il Museo del Bargello, grazie al progetto realizzato in collaborazione con l’Università di Firenze con il Centro per la Comunicazione e Integrazione dei Media e da Thales Italia SpA, ha cercato di sviluppare un sistema tecnologicamente innovativo per “osservare” silenziosamente il fruitore attraverso delle telecamere.

 

Il software chiamato “Mnemosyne” è in grado di identificare ogni singolo visitatore attraverso delle caratteristiche relative alla sua apparenza (colore dei vestiti etc., non tratti facciali o comunque degli attributi che violerebbero la privacy) rilevandone il percorso e misurando i tempi di permanenza davanti alle opere.

 

Alla fine della visita il fruitore troverà uno schermo interattivo touchscreen in cui potrà approfondire le informazioni relative alle opere che più lo hanno interessato. Il software suggerisce inoltre dei collegamenti con altre opere presenti nella città di Firenze.

 

“Mnemosyne” è sicuramente un modo meno invasivo di personalizzare l’informazione, ma rischia semplicemente di privilegiare opere esteticamente più belle o più conosciute a discapito di una riscostruzione più approfondita della storia della collezione museale.

 

Ancora una volta però, è la Toscana a saggiare nuove strade e ad aprire nuove vie verso un tipo di fruizione personalizzata attraverso avanzati sistemi tecnologici.

 

Francesco Zanibellato

 

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