Prosumerism and webmarketing at the museum: Rijksstudio’s case history

Rijksmuseum in Amsterdam had shared on the net HD images of all its artwork, has created a social network and it has asked the users to produce their own virtual galleries. Moreover it invited the users to a contest for the creation of a gadget based on museum’s artworks. This is a nice case of prosumerism.

“Prosumer” is a word that unifies the “producer” with the “consumer”. In marketing field is used when a simple consumer becomes a real producer, like it were a firm. Usually prosumerism regards media content to share in Internet such as photos, videos, tales, but sometimes it ends up creating new products.

The phenomenon of prosumerism is in close relation with webmarketing and a lot of activities we talked about in the past are real prosumerism activities: the visitors playlist sharing in Spotify, ducks pictures, Facebook contest

But a museum has gone far beyond, making prosumerism a strategic objective.

Rijksmuseum in Amsterdam transformed a section of its website in a real social network: the Rijksstudio. It made available on the net all his heritage with HD images and invited the users to choose their favorite artworks and create their personalized virtual gallery.

The museum also created Mastermatcher, a strange instrument that finds in the collection the artworks that could please the user. It asks some questions such as: “Holidays! Where would you go?” or “In another life you were…?” and in relation to the answers it finds which artworks could please the user.

But there is more than this. You can “like” the artworks and the galleries of others users, leave comments or share in Facebook. If you like an artwork in particular you can order a reproduction on poster or canvas, and this is possible for all the artworks in the museum, not only for superstar artworks that you find in the bookshop

However the real prosumerism is in the project Rijksstudio Award. It is a contest for a new product idea created for Rijksstudio users. The museum invites to utilize the images of the artworks in order to create a gadget for the museum’s bookshop.

The winner of the Rijksstudio Award will be the best design created using Rijksstudio, i.e. one that is inspired by the Rijksmuseum’s collection.

The user will create the gadget and will upload a description and a picture of it in his Rijksstudio. In April a jury will choose which gadget deserves to be produced and sold in the bookshop.

In my opinion this is an extremely interesting initiative because it allows users to interact and collaborate whit the institution. The visitor feels himself closer to the museum and is retained, so this initiative could be the first step to turn visitors into “museum brand ambassadors”.

Rijksmuseum is one of the most innovative museums in using 2.0 and 3.0 web. Its initiatives opens up the possibility of a new kind of interaction between museum and visitors. It listens and converses with its visitors, allows visitors to discourse with each other and it stimulates creativity widespread. Also these helo putting the museum in a more visitor-oriented perspective.

This initiative is not affordable for all the museums but it explores possibilities of museums growth in many hot areas of marketing: prosumerism, digital engagement, social media marketing and digital community management.

 

ITALIAN Prosumerismo e webmarketing al museo: il caso Rijksstudio

Il Rijksmuseum di Amsterdam ha condiviso in internet le immagini in HD di tutte le sue opere d’arte, ha creato un social network e ha invitato gli utenti a produrre delle proprie collezioni virtuali. Infine ha invitato gli utenti ad un concorso per la creazione di un gadget basato sulle opere del museo. Un bel caso di prosumerismo.

“Prosumer” è una parola che unisce il produttore (producer) e il consumatore (consumer). Nel marketing è utilizzata quando il semplice consumatore diventa un vero e proprio produttore al pari dell’impresa. Di solito il prosumerismo riguarda contenuti media da condividere in Internet come foto e video ma talvolta si arriva fino alla creazione di veri e propri prodotti.

Il prosumerismo è in stretta relazione con il webmarketing e molte delle attività di cui abbiamo parlato in passato sono atti di vero e proprio prosumerismo: la condivisione delle playlist dei visitatori su Spotify, le foto delle paperette, i concorsi su Facebook

Un museo si è però spinto molto oltre, facendo diventare il prosumerismo un obiettivo strategico.

Il Rijksmuseum di Amsterdam ha trasformato una sezione del proprio sito in un vero e proprio social network: il Rijksstudio. Ha reso disponibile tutto il proprio patrimonio con immagini ad alta risoluzione e ha invitato gli utenti a scegliere le loro opere preferite per creare una galleria virtuale personalizzata.

Il museo ha poi creato Mastermatcher, un uno strano strumento che trova nella collezione le opere che possono piacere all’utente. Esso fa una serie di domande all’utente del tipo: “Dove andresti in vacanza?” oppure “In una vita precedente chi sei stato?” e sulla base delle risposte trova le opere che possono piacere.

Ma c’è dell’altro. Puoi mettere dei “like” sulle opere e sulle collezioni degli altri utenti, puoi lasciare dei commenti e condividere su Facebook. Se un’opera piace particolarmente si può anche ordinarne una riproduzione su poster o su tela, e questo è possibile per tutte le opere presenti nel museo, non solo per le solite opere “superstar” che si trovano nei bookshop.

Il vero prosumerismo lo si trova però nel progetto Rijksstudio Award. Si tratta di un concorso per una nuova idea di prodotto, aperto agli utenti del sito. Il Rijksmuseum invita ad utilizzare le immagini delle opere per creare un gadget da inserire nel bookshop del museo.

The winner of the Rijksstudio Award will be the best design created using Rijksstudio, i.e. one that is inspired by the Rijksmuseum’s collection.

L’utente creerà il gadget, ne metterà una foto sul suo Rijksstudio e ad aprile una giuria sceglierà quale gadget merita di essere prodotto e venduto nel bookshop.

Secondo me si tratta di una iniziativa estremamente interessante perché permette agli utenti di entrare a far parte del museo e di collaborare attivamente con l’istituzione. Il visitatore così si sente più vicino al museo e viene fidelizzato, e questo può essere il primo passo per farlo diventare un brand ambassador del museo.

Il Rijksmuseum è uno dei musei più innovativi nell’utilizzo del web 2.0 e 3.0. Le sue iniziative aprono la possibilità di nuovi tipi di interazione tra il museo e i visitatori. Esso ascolta e dialoga con il pubblico, stimola il dialogo tra i visitatori e la creatività diffusa, mettendo quindi il museo in una prospettiva totalmente visitor-oriented.

Naturalmente questa non è una iniziativa alla portata di tutti ma è un progetto che esplora le possibilità di crescita dei musei in molte aree calde del marketing: il prosumerismo, il digital engagement, il social media marketing e il digital community management.

 

Francesco Zanibellato

 

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